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IL CONCORSO SUL SORRISO!

19 agosto 1991: il primo viaggio con il passaporto! Un’emozione indimenticabile, impareggiabile… Possedevo finalmente il lasciapassare per i miei sogni…

Ho raccontato a lungo nello spettacolo teatrale “Passeggiando per il mondo” quanto questo mio primo viaggio all’estero, sia stato determinante nella mia vita e abbia contribuito in maniera sostanziale alla trasformazione da turista a viaggiatrice. Avevo 24 anni e il mondo sembrava essere messo lì proprio per me, pronto a ricevere la mia audacia, i miei desideri, le mie presunzioni. L’Africa ha resettato tutto in un solo istante, appena arrivata all’aeroporto. Un senso di disagio che mal si sposava con la mia frenesia occidentale: un richiamo ancestrale alla dolcezza, alla calma, alla gioia, all’accudimento reciproco… Jambo Habari? Ciao, come stai? Non ho saputo rispondere a quella domanda che a bruciapelo mi metteva, nuda, di fronte al dovere di rispondere “Bene! Grazie”. Dovevano prima darmi il tempo di lamentarmi per il gran caldo, la polvere, lo sporco, l’appiccicume…
Di quel viaggio, porto incisi nel cuore il canto di ringraziamento dei bambini per il ritorno del mare dalla sua vacanza mattutina (la bassa marea) e l’incontro con un bimbo e la sua macchinetta.

Il bambino aveva passato ore e ore della sua giovane vita a osservare quello strano aggeggio che sfrecciava ogni tanto sulla sua strada e trasportava turisti sudati e assetati. Era riuscito a ricostruire una macchinetta del tutto simile con delle semplici canne di bambù e funzionava davvero! Le ruote e persino il volante gli permisero di arrivare fino a noi, fino ai nostri occhi stupiti che si domandavano cosa volesse in cambio. Lui rispose a questo dialogo muto con il più bello dei sorrisi: “voglio solo condividere con voi la mia gioia”, sembrò dirci, e io non riesco a togliermi di dosso la sensazione di imbarazzo che provai. Quel sorriso è stato per me un balsamo per l’anima nei momenti più difficili.

30 dicembre 2013: il primo viaggio con il passaporto! La mia vita è cominciata una seconda volta, numerose prove l’hanno minata, ma non sconfitta. Un nuovo inizio. “Mi sei mancata Mamma Africa”, le dico all’arrivo nel suo sconosciuto Benin. E come sempre il regalo più grande con cui mi inonda sono i sorrisi dei suoi figli. Non devo cercarli, sono ovunque attorno a me. “Tu come stai?” mi chiede.

Questa volta so come rispondere: “STO BENE, GRAZIE! E ripenso al bambino con la macchinetta. Vorrei trovare anch’io un modo per costruire un aggeggio che trasporti quei Sorrisi così vivifici a tutti i miei amici. Vorrei che tutto il mondo conoscesse la loro ricca povertà e che tutti condividessimo il privilegio di poter armonizzare quella grande ingiustizia che porta il nome di Indifferenza. Faccio la conoscenza dei bimbi dell’Orfanotrofio e della coraggiosa Maman Phoebé. Nasce il SORRISO DI MOK, realizziamo tanti progetti, il coinvolgimento e l’emozione sono contagiosi, arrivano i primi cambiamenti. I primi enormi successi: diminuisce il tasso delle malattie, aumenta il tasso della scolarizzazione. Siamo solo una goccia, ma il mare ora ci riconosce. E ci rispetta, come noi rispettiamo lui. Intono insieme ai miei amici un canto per il ritorno della marea, dell’equilibrio, della gioia.

C’è ancora tanto da fare. Ed è tutto straordinariamente difficile. C’è bisogno dell’aiuto di tutti. E forse non basta. Ma noi facciamo finta di non saperlo…E finalmente arriva la “macchinetta”!

L’estate 2019 strappiamo i bimbi ai duri lavori dei campi e diamo loro l’occasione di raccontarci il Sorriso! Per tre settimane vengono seguiti da due insegnanti nel campo dell’arte figurativa, della poesia e del canto. Esprimono tutta la loro gioia di bambini nella Casa dei Sorrisi che abbiamo appena inaugurato. Il loro impegno è commovente. Partono dai villaggi ancora avvolti nel buio per poter essere puntuali al primo sole. Chilometri percorsi sempre con il Sorriso, unica fonte di luce nella notte africana. Siamo pronti finalmente per il CONCORSO DEL SORRISO, l’unico con soli vincitori! I bambini si esibiscono con una serietà esemplare. Tutti ricevono un capo d’abbigliamento, quaderni, materiale scolastico e un gioco come premio. Il momento dei saluti è pura poesia…

Scrivo per loro le parole di una canzone che si intitola “Cest un Troc” (E’ un Baratto). La loro interpretazione è sublime. Sarei tentata di farvela ascoltare, ma è tempo di preparare la seconda edizione del Concorso. Ce l’hanno chiesta i bambini a gran voce. Quest’anno è più difficile, c’è il Coronavirus a complicare le cose, ma non riusciamo a dir loro di no. Abbiamo l’aiuto delle autorità e della polizia locale. E’ tutto pronto!

Mi domando come si faccia a starne fuori!

Marzia