Nonostante la convinzione, sempre più diffusa, che tutto abbia un prezzo e che qualsiasi cosa possa trovare una sua tariffa ed essere posseduta, esiste in natura un miracolo “inestimabile”, parola quest’ultima dai vari e differenti sinonimi: incalcolabile, impareggiabile, incomparabile, impagabile, incommensurabile, inafferrabile se non da chi ancora si stupisce del proprio stupirsi.
Non poteva che essere la natura a regalarcelo, non poteva che essere un fiore, metafora della caducità e della persistenza della bellezza.
La pianta che lo genera, il cui nome botanico è Epiphyllum oxypetalum, è originaria del Messico e diffusa in tutto il Sud America. Successivamente, attraverso gli scambi con la Cina è arrivata in oriente e si è imposta nello Sri Lanka con il nome di Kadupul, fiore del paradiso, diventando presto un fiore mistico, degno di essere regalato a Buddha.
Il fiore in India viene chiamato “Fior di Loto della notte” ed è il fiore di del Dio della creazione Brahma. Si crede che pregare il Dio mentre il fiore sta sbocciando avveri ogni desiderio. In Cina il suo nome significa “intenso momento di gloria” e in Giappone “meraviglia sotto la luna”.
Ovunque nel mondo però la pianta è conosciuta con il nome di “Regina della notte” e da qualche anno è anche la Regina del mio balcone. Mi è stata regalata dal protagonista di un’Amicizia intensa, profumata, struggente e breve, proprio come il fiore. E persiste in me, proprio come il fiore.
Attenzione perché con il nome comune di “Regina della notte” esistono vari fiori, ma il Kadupul è uno solo.
Ieri notte Serena, che assisteva in diretta telefonica al miracolo del suo sbocciare mi ha ricordato che il nome di questa pianta evoca “Il flauto magico” di Mozart. In questo caso, tuttavia, la Dama in questione non è una regina vendicativa che raggiunge le note più alte nel canto, ma un cactus che fiorisce una volta l’anno, quando la luce del giorno svanisce per dischiudere tutta la sua bellezza in pochi e intensi attimi di vita che la luce dell’alba trasformerà ben presto nuovamente in ricordo.
Durante la fioritura la Regina perde una grande quantità d’acqua ed ecco perché l’esplosione del suo miracolo avviene raramente e di notte. Pensate che l’evento è talmente speciale che la collezione di piante succulente di Zurigo organizza una visita straordinaria a mezzanotte, i cui biglietti vengono venduti un anno prima, senza conoscerne la data certa.
Sono giorni che seguo la mia Regina da vicino, dalla sua prima gemma rosea, ho accompagnato ogni passo del suo processo di crescita. Ieri finalmente le punte del bocciolo, serrate ermeticamente per 15 giorni hanno iniziato a spaccarsi e questo è stato il segnale: “La fioritura avverrà questa notte” mi ha sussurrato all’orecchio. E così è accaduto Dopo il tramonto, una volta che i raggi caldi del sole si sono finalmente calmati. il momento tanto atteso è cominciato, ma senza fretta. È un processo meticoloso verso la perfezione, verso l’assoluta meraviglia della natura.
I petali di un bianco puro, sparsi proprio come quelli di una ninfea ghirlandata dalle lunghe foglie del cactus si svolgono uno dopo l’altro a un ritmo cadenzato e lento, cercando di prolungare il grande momento per aggiungere più teatralità all’arrivo della Regina, che di lì a breve regalerà la sua ultima intensa sorpresa.
A poco a poco l’aria inizia a riempirsi di un profumo unico, inebriante, avvolgente nella sua punta di amaro, calmante, quasi un’anestesia dell’anima, violenta e dolce allo stesso tempo. Ondeggiando qua e là nella brezza notturna, i petali finali si aprono poco prima di mezzanotte. Gli occhi si perdono nel labirinto di mille stami, in cui si trovano le sacche colme di polline. E un unico conturbante pistillo incarna la fertilità di quest’attimo irripetibile.
Dal tramonto alla mezzanotte, sorprendentemente l’intero processo di apertura è completato. L’aria è densamente profumata, mentre la Regina della notte ondeggia in tutta la sua gloria.
La magia, il miracolo, la poesia possono essere goduti solo per poche ore e in una sola notte. Il fiore non si può recidere senza danneggiarlo, la fragranza è inafferrabile. Non esiste merce di scambio. La Regina della Notte è la più preziosa a mondo perché non può essere comprata.
Pochi istanti dopo la mezzanotte la fioritura si affievolisce e i petali cambiano aspetto, quasi come se la pianta volesse nascondere questa bellezza agli esseri terrestri prima dell’alba. E quando il sole si sveglia, tutto ciò che rimane come prova del grande spettacolo, è un fiore sbiadito, stretto ermeticamente nel suo ricordo.
Marzia
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Last Updated: 3 Agosto 2020 by Marzia D'Anella
LA REGINA DELLA NOTTE
Nonostante la convinzione, sempre più diffusa, che tutto abbia un prezzo e che qualsiasi cosa possa trovare una sua tariffa ed essere posseduta, esiste in natura un miracolo “inestimabile”, parola quest’ultima dai vari e differenti sinonimi: incalcolabile, impareggiabile, incomparabile, impagabile, incommensurabile, inafferrabile se non da chi ancora si stupisce del proprio stupirsi.
Non poteva che essere la natura a regalarcelo, non poteva che essere un fiore, metafora della caducità e della persistenza della bellezza.
La pianta che lo genera, il cui nome botanico è Epiphyllum oxypetalum, è originaria del Messico e diffusa in tutto il Sud America. Successivamente, attraverso gli scambi con la Cina è arrivata in oriente e si è imposta nello Sri Lanka con il nome di Kadupul, fiore del paradiso, diventando presto un fiore mistico, degno di essere regalato a Buddha.
Il fiore in India viene chiamato “Fior di Loto della notte” ed è il fiore di del Dio della creazione Brahma. Si crede che pregare il Dio mentre il fiore sta sbocciando avveri ogni desiderio. In Cina il suo nome significa “intenso momento di gloria” e in Giappone “meraviglia sotto la luna”.
Ovunque nel mondo però la pianta è conosciuta con il nome di “Regina della notte” e da qualche anno è anche la Regina del mio balcone. Mi è stata regalata dal protagonista di un’Amicizia intensa, profumata, struggente e breve, proprio come il fiore. E persiste in me, proprio come il fiore.
Attenzione perché con il nome comune di “Regina della notte” esistono vari fiori, ma il Kadupul è uno solo.
Ieri notte Serena, che assisteva in diretta telefonica al miracolo del suo sbocciare mi ha ricordato che il nome di questa pianta evoca “Il flauto magico” di Mozart. In questo caso, tuttavia, la Dama in questione non è una regina vendicativa che raggiunge le note più alte nel canto, ma un cactus che fiorisce una volta l’anno, quando la luce del giorno svanisce per dischiudere tutta la sua bellezza in pochi e intensi attimi di vita che la luce dell’alba trasformerà ben presto nuovamente in ricordo.
Durante la fioritura la Regina perde una grande quantità d’acqua ed ecco perché l’esplosione del suo miracolo avviene raramente e di notte. Pensate che l’evento è talmente speciale che la collezione di piante succulente di Zurigo organizza una visita straordinaria a mezzanotte, i cui biglietti vengono venduti un anno prima, senza conoscerne la data certa.
Sono giorni che seguo la mia Regina da vicino, dalla sua prima gemma rosea, ho accompagnato ogni passo del suo processo di crescita. Ieri finalmente le punte del bocciolo, serrate ermeticamente per 15 giorni hanno iniziato a spaccarsi e questo è stato il segnale: “La fioritura avverrà questa notte” mi ha sussurrato all’orecchio. E così è accaduto Dopo il tramonto, una volta che i raggi caldi del sole si sono finalmente calmati. il momento tanto atteso è cominciato, ma senza fretta. È un processo meticoloso verso la perfezione, verso l’assoluta meraviglia della natura.
I petali di un bianco puro, sparsi proprio come quelli di una ninfea ghirlandata dalle lunghe foglie del cactus si svolgono uno dopo l’altro a un ritmo cadenzato e lento, cercando di prolungare il grande momento per aggiungere più teatralità all’arrivo della Regina, che di lì a breve regalerà la sua ultima intensa sorpresa.
A poco a poco l’aria inizia a riempirsi di un profumo unico, inebriante, avvolgente nella sua punta di amaro, calmante, quasi un’anestesia dell’anima, violenta e dolce allo stesso tempo. Ondeggiando qua e là nella brezza notturna, i petali finali si aprono poco prima di mezzanotte. Gli occhi si perdono nel labirinto di mille stami, in cui si trovano le sacche colme di polline. E un unico conturbante pistillo incarna la fertilità di quest’attimo irripetibile.
Dal tramonto alla mezzanotte, sorprendentemente l’intero processo di apertura è completato. L’aria è densamente profumata, mentre la Regina della notte ondeggia in tutta la sua gloria.
La magia, il miracolo, la poesia possono essere goduti solo per poche ore e in una sola notte. Il fiore non si può recidere senza danneggiarlo, la fragranza è inafferrabile. Non esiste merce di scambio. La Regina della Notte è la più preziosa a mondo perché non può essere comprata.
Pochi istanti dopo la mezzanotte la fioritura si affievolisce e i petali cambiano aspetto, quasi come se la pianta volesse nascondere questa bellezza agli esseri terrestri prima dell’alba. E quando il sole si sveglia, tutto ciò che rimane come prova del grande spettacolo, è un fiore sbiadito, stretto ermeticamente nel suo ricordo.
Marzia
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